Le arti marziali giapponesi....

La pratica di un'arte marziale non preclude la possibilità di potersi avvicinare ad altri stili o addirittura ad una disciplina diversa.

Tuttavia è buona norma non dedicarsi a troppe cose rischiando di non approfondirne nessuna. I benefici che si traggono dalla pratica, sono direttamente proporzionali all'impegno e alla costanza profusi nell' apprendimento della stessa. In altre parole è necessario dedicarsi ad una disciplina cercando di apprenderla quando più a fondo possibile.

Solo quando si è raggiunti un buon livello si può pensare, senza incorrere nel rischio di fare confusione,  di dedicarsi ad una o più  arti marziali, cercando in esse quegli aspetti che probabilmente non si è riusciti a trovare nella prima.

Il M° Desiderio ha iniziato la pratica del Kendo dopo 10 anni di Aikido. E' facile immaginare che i risultati furono ottimi, e l'entusiasmo che derivava dalla nuova disciplina rafforzavano e completavano anche l'impegno nell'aikido.

Lo stesso M° Kobayashi, prima di iniziare l'Aikido, aveva praticato il Karate e fu proprio il suo maestro a presentarlo ad O'Sensei per farlo accettare come allievo.

O'Sensei Moriei Ueshiba fondatore dell'Aikido, aveva seguito un lungo percorso di formazione nelle discipline del Bu-do, che gli consentirono poi, sulla base delle esperienze acquisite, di "realizzare" quest'arte geniale.